Giudizi Universali

Giudizi universali è un brano musicale scritto e interpretato da Samuele Bersani nel 1997, ed è il secondo singolo ad essere estratto dall’album Samuele Bersani.

Il singolo è uno dei più noti di Samuele Bersani. Nel 1998 Giudizi universali ha ricevuto il “Premio Lunezia” come “miglior testo letterario”, assegnato da una giuria di critici musicali presieduta dalla scrittrice e traduttrice Fernanda Pivano. La canzone, così come molte altre di Samuele Bersani, fu anche inserita nella colonna sonora del film di Aldo, Giovanni e Giacomo Chiedimi se sono felice ed è presente nel film Fuochi d’artificio di Leonardo Pieraccioni.

«Non necessariamente penso che la mia migliore canzone sia Giudizi universali, […] sono molto felice anche di altre cose. Giudizi universali è una canzone che per me ha significato tanto. Nel momento in cui l’ho scritta era evidente che avessi dei sassi da togliermi dalle scarpe. Perché non è una canzone d’amore: è una canzone di totale sfiducia, anche molto arrabbiata. […] Avevo appena scritto il testo di Canzone [di Lucio Dalla, ndr], dove comunque si capiva che ancora cercavo di ricostruire quella storia. Mi rivolgevo a quella figura, a quella ragazza, sperando che lei riascoltasse la canzone, glielo dicevo anche dentro al testo. Questa cosa non è andata come sognavo e quindi poi ho scritto Giudizi universali, che è una canzone in cui, invece, ho già la sensazione di aver perso davvero tutto.» (Wikipedia)

Il video musicale prodotto per Giudizi universali è stato diretto da Ambrogio Lo Giudice[4], e vede Bersani all’interno di una stanza tappezzata da fotografie e completamente vuota, ad eccezione di un pianoforte.

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Samuele Bersani Giudizi Universali

Giudizi Universali Testo

Testo Giudizi Universali

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane
Ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone
Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
Per tirare la maniglia della porta e andare fuori
Come Mastroianni anni fa
Come la voce guida la pubblicità
Ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore
Ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l’odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
Io non ti conosco e in fondo non c’è
In quello che dici qualcosa che pensi
Sei solo la copia di mille riassunti
Leggera, leggera si bagna la fiamma
Rimane la cera e non ci sei più
Vuoti di memoria, non c’è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia
Piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone
Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
Adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
Come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
E non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
Io non ti conosco e in fondo non c’è
In quello che dici qualcosa che pensi
Sei solo la copia di mille riassunti
Leggera, leggera si bagna la fiamma
Rimane la cera e non ci sei più e non ci sei più e non ci sei e non ci sei

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