Il gatto con gli stivali

Il gatto con gli stivali è una fiaba popolare europea. La più antica attestazione scritta della storia risale a Giovanni Francesco Straparola, che la incluse nelle sue Piacevoli notti (pubblicate a partire dal 1550) e scrisse Il gatto con gli stivali con il titolo di Costantino Fortunato; è incerto se Straparola abbia inventato la fiaba o abbia semplicemente trascritto un racconto della tradizione orale. Un secolo più tardi, vide la luce la versione di Giambattista Basile. Nel Romanticismo tedesco fu Ludwig Tieck a scrivere questa fiaba con linguaggio tipicamente romantico, prendendosi gioco della letteratura del tempo. Apparve in “Fiabe popolari” dello stesso Tieck, insieme ad altre celebri fiabe come Barbablù; la loro caratteristica era quella di nascondere l’orrore attraverso la comicità, o l’ironia. Celebri divennero anche le versioni de Il gatto con gli stivale create da Charles Perrault e dai Fratelli Grimm.

La storia

La storia racconta che un vecchio povero mugnaio lasciò in eredità al primo figlio un mulino, al secondo un asino e al più piccolo un gatto. Quest’ultimo era triste non sapendo che farsene del gatto per il fatto di essere molto povero, ma il gatto gli disse: “Fidati di me, portami un cappello, un paio di stivali e un sacco e farò di te un uomo ricco”. Il giovane, che tanto non aveva nulla da perdere, si procurò il necessario. Il gatto, indossati gli stivali e il cappello, andò nel bosco, catturò della selvaggina e la portò al re, dicendo che fosse un dono del suo padrone, che era il marchese di Carabas. Il gatto continuò a portare i doni al re finché un giorno udì di una passeggiata del re con la figlia, così corse dal suo padrone e gli disse di spogliarsi e buttarsi nel fiume. Quando la carrozza del re passò di lì, il gatto iniziò a gridare dicendo che il marchese di Carabas era stato derubato e aveva bisogno di aiuto. Il re, ricordandosi di tutti i doni ricevuti, fece fermare la carrozza per aiutare il marchese. Il gatto con gli stivali costrinse i contadini a rispondere al re che i terreni su cui stavano lavorando appartenevano proprio al marchese di Carabas. Poi corse nel palazzo di un orco, che si diceva fosse in grado di trasformarsi in qualsiasi animale. Traendolo in inganno il gatto lo convinse a trasformarsi prima in un leone e poi in un topo e a quel punto lo divorò: così si impossessò delle sue ricchezze che donò al suo padrone che sposò la figlia del re e divenne ricco. Di tanto in tanto il gatto dava la caccia ai topi, ma lo faceva soltanto per divertimento. (Wikipedia)

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Il gatto con gli stivali Film

Il gatto  con gli stivali (Puss In Boots) è un film d’animazione del 2011 diretto da Chris Miller. Il film è uno spin-off e prequel della saga di Shrek, e vede come protagonista il Gatto con gli stivali; non ha alcuna connessione alla fiaba omonima, mentre presenta un riferimento alla storia di Giacomino e il fagiolo magico. Nel 2015 è stata prodotta una serie animata dal titolo Le avventure del Gatto con gli stivali.

Personaggi

  • Il Gatto  con gli stivali: fuorilegge e abile spadaccino, abbandonato in un orfanotrofio da piccolo e in seguito costretto a vivere da latitante, nonostante il suo buon cuore. È un grande spadaccino e irresistibile latin-lover.
  • Kitty Zampe di Velluto: gatta fuorilegge che stringe alleanza con il Gatto e Humpty per torvare l’Oca dalle uova d’oro. Le sono stati tolti gli artigli, da cui il soprannome.
  • Humpty Alexander Dumpty: vecchio amico di Gatto, si ripresenterà dopo anni per proporre all’ex socio il furto delle uova d’oro. Humpty è un grande genio e teme di venire ridotto a una frittata. Inizialmente voleva vendicarsi del tradimento di Gatto, ma alla fine si allea con lui e grazie al suo sacrificio la città è salva. Poi viene portato da Mamma Oca e da sua figlia nel suo territorio e diventano amici, poiché egli è in realtà vivo vestito da uovo d’oro.
  • Jack e Jill: gli antagonisti del film. Sono fuorilegge assassini ispirati ai personaggi del folklore irlandese, sono terribili ladri che tentano anch’essi di raggiungere l’Oca e il tesoro.
  • Imelda: madre adottiva del Gatto con gli Stivali.
  • Il Comandante e le sue guardie; danno da sempre la caccia al Gatto.
  • I bambini dell’orfanotrofio: ragazzi senza famiglia, tra cui un gruppetto guidato da un arrogante bullo dalla pelle blu.
  • I gatti del locale: felini che frequentano una sorta di bar-discoteca, in particolare uno che emette sempre un particolare verso di stupore.
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Il gatto con gli stivali Fiaba animata

 

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