La canzone del Sole

La canzone del sole/Anche per te è il 13º singolo del cantante italiano Lucio Battisti, pubblicato nel novembre 1971 dalla Numero Uno. Il disco, che ha la particolarità di non essere stato estratto da nessun album, è il primo inciso con la Numero Uno e resta uno dei singoli di maggior successo di Battisti.

Lucio Battisti La canzone del Sole

È un brano che, per la sua semplicità di esecuzione (3 accordi ripetuti a rotazione), viene spesso fatto apprendere ai neofiti nello studio della chitarra. Fu registrata a Roma, negli studi della RCA Italiana di via Tiburtina, a metà ottobre. Ne esistono versioni registrate sempre da Battisti in inglese (The Sun Song, testo di Peter Powell, inclusa nell’album destinato al mercato anglosassone Images, che tuttavia non riscosse alcuna fortuna) e in spagnolo (La canción del sol, testo di Carlos Ramón-Amart, inclusa nell’album Emociones).

Come ricordato da Mogol in occasione del tributo ad Ivan Graziani tenutosi a Teramo nel giugno 2008[6], l’ispirazione per il testo del brano arrivò ripensando ad una vacanza estiva trascorsa da bambino a Silvi Marina (TE), dove conobbe un’amica chiamata “Titty”.

Nel testo della canzone si immagina un incontro tra i due a distanza di anni: si mette in evidenza il cambiamento fisico e psicologico, contrastando l’innocenza che caratterizzava i loro incontri da bambini con i sentimenti più adulti del loro secondo incontro (come le relazioni sentimentali e la gelosia); questi sentimenti “inquinano” i ricordi innocenti dell’infanzia, infatti vengono paragonati al mare nero (un mare inquinato di petrolio[7]) che prima era chiaro e trasparente (pulito). (Wikipedia)

Ascolta anche  Georgie

Canzone del Sole

La canzone del Sole Testo

Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse
e l’innocenza sulle gote tue
due arance ancor più rosse
e la cantina buia dove noi
respiravamo piano
e le tue corse, l’eco dei tuoi no, oh no
mi stai facendo paura.

Dove sei stata cos’hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Ma quante braccia ti hanno stretto, tu lo sai
per diventar quel che sei
che importa tanto tu non me lo dirai, purtroppo.
Ma ti ricordi l’acqua verde e noi
le rocce, bianco il fondo
di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo.
O mare nero, o mare nero, o mare ne…
tu eri chiaro e trasparente come me
o mare nero, o mare nero, o mare ne…
tu eri chiaro e trasparente come me.
Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi noi due distesi all’ombra
un fiore in bocca può servire, sai
più allegro tutto sembra
e d’improvviso quel silenzio fra noi
e quel tuo sguardo strano
ti cade il fiore dalla bocca e poi
oh no, ferma, ti prego, la mano.
Dove sei stata cos’hai fatto mai?
Una donna, donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Io non conosco quel sorriso sicuro che hai
non so chi sei, non so più chi sei
mi fai paura oramai, purtroppo.
Ma ti ricordi le onde grandi e noi
gli spruzzi e le tue risa
cos’è rimasto in fondo agli occhi tuoi
la fiamma è spenta o è accesa?
O mare nero, o mare nero, o mare ne…
tu eri chiaro e trasparente come me
o mare nero, o mare nero, o mare ne…
tu eri chiaro e trasparente come me.
Il sole quando sorge, sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
le ombre ed i fantasmi della notte sono alberi
e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna
ancora piena d’amore.

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