Popoff

Popoff è un brano musicale del 1967, vincitore della 9ª edizione dello Zecchino d’Oro interpretato da Walter Brugiolo (5 anni di San Venanzio di Galliera). Il testo è stato scritto da Anna Benassi, mentre la musica è stata composta da Paolo Gualdi e Mario Pagano. È stato pubblicato dalle edizioni A. B. C.

Il brano narra in maniera ironica la storia di un immaginario cosacco (di nome appunto Popof) che è troppo grasso e goffo per marciare nella neve insieme agli altri cosacchi verso il fiume Don e rimane bloccato, ma poi raggiunge e supera tutti i suoi compagni scivolando nella neve sulla sua grossa pancia.

Il piccolo interprete Walter Brugiolo in seguito ebbe un certo successo nel campo della pubblicità e della fiction, e da adulto tornò allo Zecchino d’Oro come ospite. Nel 1999 venne realizzato un videoclip di animazione per il brano che fu incluso nella prima raccolta de i cartoni dello Zecchino d’Oro e nella seconda edizione della stessa serie (2008).

Il brano è stato oggetto di citazioni e omaggi: il personaggio di Popoff è citato nella canzone Olga la tata del Volga, classificatasi seconda allo Zecchino d’Oro 2003, e nella canzone “Pimpami la storia” del rapper Caparezza; inoltre, l’incipit del testo (Nella steppa sconfinata, a quaranta sotto zero, se ne infischiano del gelo i cosacchi dello Zar) è stato citato anche da Marco Paolini nel suo monologo teatrale Il sergente.

Nel dicembre del 2007 Enrico Ruggeri interpretò una sua versione di Popoff in occasione del Gran galà dello Zecchino d’oro. Tale brano fu poi inserito nel secondo CD dell’album triplo All in – L’ultima follia di Enrico Ruggeri del 2009. (Wikipedia)

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Popoff Zecchino d Oro

Popoff testo

Nella steppa sconfinata
A 40 sotto 0
Se ne infischiano del gelo
I cosacchi dello Zar

Col colbacco e gli stivali
Camminando tutti in fila
Con la neve a mezza gamba
Vanno verso il fiume Don

Ma Popof
Sbuffa, sbuffa e dopo un po’
Gli si affonda lo stivale
Nella neve e resta li

Ma Popof del cosacco che cos’ha
Ha il colbacco e gli stivali
Ma non possono bastar

I cosacchi lunghi e fieri
Con I baffi volti in su
Nella neve vanno alteri
Ma Popof non c’è più

È rimasto senza fiato
Sulla pancia accovacciato
Che cosacco sfortunato
Questo povero Popof

Ma Popof non si arrende e dopo un po’
Scivolando sulla pancia
Fila verso il fiume Don

Hei! Popof così proprio non si può
Non cammina in questo modo
Un cosacco dello zar

I cosacchi sono stanchi
Non si vede il fiume Don
Con I baffi congelati
Più non vogliono marciar

Nella steppa sconfinata
A 40 sotto 0
Sono fermi in mezzo al gelo
I cosacchi dello zar

Ma Popof così tondo che farà
Rotolando nella neve
Fino al fiume arriverà

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